PDC, WDF, BDO che confusione!!

by Simon Balestra | Posted on venerdì, gennaio 13th, 2012

Una delle difficoltà maggiori che incontra un nuovo appassionato di freccette è quello di districarsi nella complessa trama di federazioni e tornei.

Una serie infinita di sigle, giocatori che spuntano da non si sa dove, e ben DUE campionati del mondo, non aiutano a fare chiarezza e possono essere un freno per seguire questo sport. In maniera molto sintetica cerchiamo allora di capire come funziona il “sistema darts”, e per fare questo è fondamentale vedere sinteticamente la storia delle freccette.

Nel 1973 venne fondata la BDO, la British Darts Organisation, e nel 1976 la WDF, la World Darts Federation, chePDC, WDF, BDO che confusione!! per lunghi anni si occuparono di promuovere e far crescere le freccette, fino a farle diventare uno sport popolarissimo, con diversi tornei trasmessi dalla BBC e molti sponsor pronti ad investire.  Verso la fine degli anni ’80 però la situazione si fece sempre più difficile, con il solo campionato del mondo trasmesso in televisione. I giocatori, frustrati dall’impossibilità di diventare dei professionisti e dall’apparente immobilità dei vertici delle due maggiori organizzazioni, decisero di prendere in mano la situazione. I migliori 16 giocatori di allora fondarono così il World Darts Council, che nel 1992 si trasformò nella PDC, la Professional Darts Corporation. Le posizioni di dirigenti e giocatori rimasero molto distanti e dopo il mondiale del 1993 i giocatori della PDC decisero di abbandonare la BDO per creare il loro PDC, WDF, BDO che confusione!!circuito di tornei alla ricerca di nuovi sponsor e visibilità mediatica. La PDC riuscì nel giro di qualche anno a creare una struttura di tornei professionistici e grazie alla TV satellitare ad avere anche uno sbocco televisivo. La BDO rimaneva forte della visibilità che gli veniva data dalla BBC e una struttura solida e ormai radicata nel tempo che le dava l’opportunità di sfornare nuovi giocatori in continuazione, i suoi migliori giocatori continuavano però a passare nella PDC, che offriva ricompense ben maggiori e ampi margini di crescita, a differenza della situazione ormai immobile nella WDF. La mossa da KO alla BDO venne data però dal governo britannico che nel 2003 vietò le multinazionali di tabacco come sponsor e così l’Embassy che aveva sempre sponsorizzato il campionato mondiale si dovette ritirare e questo creò un’ulteriore perdita economica e d’immagine. L’esodo dalla BDO alla PDC continuò e il segnale definitivo che ormai la PDC fosse diventata la federazione più importante delle freccette si ebbe quando anche Raymond van Barneveld, 4 volte campione del mondo della BDO e il giocatore più forte e rappresentativo  della federazione britannica, decise di passare in PDC nel 2006. Negli anni seguenti il field di giocatori della PDC si è fatto sempre più competitivo, con i migliori giocatori della BDO sempre più interessati ai soldi e all’opportunità di un impegno a livello professionistico che la PDC offriva loro. Ad oggi la differenza tra le due federazioni è diventata ormai incolmabile, quasi tutti i migliori giocatori sono in PDC e il livello medio delle competizioni di questa federazione è nettamente superiore a quello della BDO.
Nel panorama attuale la PDC rappresenta la parte professionistica dello sport. Una struttura di tornei aperta solo ai migliori, con costi elevati, ma prize money dei tornei tali da poter vivere di sole freccette. La differenza con la BDO è enorme dal punto di vista dei soldi messi in palio per i giocatori, il prize money complessivo della BDO quest’anno è stato di poco superiore al mezzo milione di sterline, mentre quello della PDC ha sfondato il muro dei 5 milioni di sterline. 

Anche la copertura televisiva offerta è totalmente diversa, e questo influisce moltissimo anche sulle scelte degli sponsor che vogliono investire nelle freccette. Nell’ultima stagione sono stati ben 10 i tornei della PDC televisivi trasmessi da Sky e ITV nel Regno Unito e da diversi altri broadcast in giro per il mondo,  mentre la BDO ha ormai solo tre tornei televisivi, Il Winmau World Masters trasmesso da ESPN che nel Regno Unito è una piattaforma satellitare a pagamento con un bacino d’utenza molto ristretto, lo Zuiderduin  Masters trasmesso solo da un’emittente olandese e il Campionato del Mondo, trasmesso da ESPN, Eurosport e altri network, e ovviamente dalla BBC, che però sta riducendo in maniera considerevole la copertura dell’evento e nei prossimi anni , il contratto scade nel 2013, potrebbe addirittura non riacquisire i diritti.

Se la PDC è un’organizzazione ottima per i migliori giocatori al mondo e per lo sport a livello professionistico, la BDO e la WDF rimangono fondamentali per le freccette essendo le organizzazioni che si occupano dello sport a livello amatoriale, giovanile e femminile. I tornei sono aperti a tutti, con costi d’iscrizione bassissimi, e prevedono anche tornei femminili e per i giovani. Inoltre tutte le competizioni tra pub, contee, e squadre di vario genere, che sono fondamentali per la crescita dei giocatori e occasione di esperienza quotidiana, sono organizzate dalla BDO e dalla federazioni affiliate alla WDF. Il lavoro svolto a livello amatoriale è eccezionale e molto efficace, è stato trascurata però per troppo tempo quella che si chiama la “Top end” dello sport, cioè i giocatori di vertice di queste federazioni, e ormai la differenza tra la PDC e la BDO in questo settore è diventa enorme.
Per saperne di più a riguardo del sistema della PDC, trovate qui un articolo che spiega la situazione in dettaglio: LINK
Nel panorama delle freccette ci sono quindi due organizzazioni complementari, ma allo stesso tempo rivali,  la PDC e la BDO(quando ci si riferisce alla BDO di solito si indicano anche la WDF e tutte le federazioni nazionali affiliate ad essa, per motivazioni storiche però si usa sempre la BDO e non la WDF come sigla di riferimento, la differenza però è puramente formale e non sostanziale). I rapporti tra le due federazioni sono sempre stati piuttosto tesi e i giocatore che militano nella PDC non sono ammessi ai tornei della BDO. Le due organizzazioni hanno quindi un campo partecipanti totalmente diverso, e tra gli appassionati di freccette è molto sentita la diatriba tra quale delle due federazioni sia la migliore.

Come già detto in precedenza, anni di immobilismo da parte della BDO hanno avuto come conseguenza quella di subire un esodo massiccio dei migliori giocatori verso la PDC. La differenza ad oggi tra i due campi partecipanti non è tanto nei primi 3-4 giocatori delle rispettive organizzazioni,i vari Adams, Waites, O’Shea e Hankey, hanno dimostrato di poter competere in qualche modo con Taylor, Lewis, Wade e compagnia. Il gap enorme che c’è tra le due federazioni  è nella qualità media dei giocatori, il sistema della PDC è strutturato in modo tale da far venire fuori sempre i migliori e dare a tutti la possibilità di migliorare ed esprimere appieno le proprie potenzialità. Nella BDO invece manca completamente un programma dedicato ai migliori giocatori che gli permetta con continuità di affrontarsi tra di loro, di giocare in televisione e abituarsi alla pressione del grande evento, che dia ai giovani promettenti la possibilità di fare esperienza e sostituire fin da subito i giocatori che ormai sempre più frequentemente passano in PDC. Il livello medio della BDO è calato notevolmente e anche se i giovani talenti non mancano e non mancheranno mai, le prospettive di crescita per un giovane in questo momento sono davvero limitate e molti se trovano uno sponsor che li aiuti decidono di fare il salto in PDC fin da giovanissimi.
La scarsa lungimiranza a livello di marketing della BDO  negli ultimi 20 anni rende adesso difficilissimo tornare ad essere una seria alternativa alla PDC per i giocatori che vogliono essere dei professionisti. Il mercato è ormai quasi totalmente occupato dalla PDC che offre attualmente un prodotto decisamente migliore di quello della BDO e per l’organizzazione britannica non sarà facile trovare quegli sponsor necessari per poter aumentare il numero di tornei televisivi, far crescere notevolmente il prize money, creare una nuova struttura per i giovani, senza allo stesso tempo sacrificare i principi su cui è basata e cioè “darts for all”, freccette per tutti, quindi costi d’iscrizione bassissimi e occhio di riguardo per gli amatori.
È sicuramente un peccato avere due federazioni, anche perché la struttura amatoriale della BDO integrata da quella per i professionisti della PDC e con i soldi che questa potrebbe immettere per lo sviluppo del gioco sarebbero un mix perfetto che farebbe solo il bene di questo sport. La situazione attuale invece non ci permette di avere un unico campione del mondo e di vedere tutti insieme i migliori giocatori.
La domanda che tutti i nuovi appassionati si pongono è se si ritornerà mai ad avere un’unica federazione, ma ad oggi questa situazione sembra piuttosto lontana. Possiamo solo aspettare e intanto goderci lo spettacolo che ci regalano entrambe le organizzazioni.

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