Nel segno di Kist

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Non sempre accade, ma quest’anno si può affermare senza timore di smentita che il giocatore migliore abbia vinto il torneo. Christian Kist, olandese 25enne di Vroomshoop, ha mostrato il miglior gioco sul palco del Lakeside e battendo per 7-5 Tony O’Shea in finale si è aggiudicato il suo primo titolo mondiale.

In una delle edizioni più a sorpresa degli ultimi anni, il veterano Tony O’Shea aveva l’occasione della vita per portarsi a casa quel titolo mondiale tanto agognato.

La finale sembrava essere iniziata subito bene per l’uomo di Stockport, che complice un avvio un po’ teso di Kist, portava a casa con facilità il primo set. Poi però l’olandese iniziava a martellare il T20 con continuità disarmante, mentre O’Shea in difficoltà sul bed del triplo 20, non riusciva a rimanere vicino nel punteggio e i leg scivolavano via velocemente a favore del giovane di Voomshoop. Con carattere e grinta O’Shea riusciva a portarsi sul 2 pari, poi però quando sembrava poter rimettere il match sui binari a lui favorevoli, arriva un quinto set disastroso perso per 3-0 in cui tirava lui per primo.

La svolta del match arriva nel sesto set in cui è Kist a tirare per primo. Tre break in apertura, e O’Shea che si trova sul 2-1 a tirare per primo per riportare il match in parità. L’inglese inizia alla grande con un 180, Kist però reagisce da campione e con tre 140 si lascia 81 dopo 9 freccette. O’Shea si vede così sotto pressione nel chiudere 100 per portarsi a casa il set, ma l’unica freccetta al D16 atterra di poco sulla sinistra. Kist non trova il T19 e dopo il singolo 12 deve andare sul Bull per chiudere il leg, l’olandese non trema e trova il doppio probabilmente più importante del match. Nel leg successivo Kist con l’inerzia del match tutta dalla sua parte chiude in 14 freccette e si porta in vantaggio di due sets per la prima volta nel match.

O’Shea sembra aver accusato il colpo, Kist invece non arretra di mezzo centimetro e continua a colpire il T20 e il T19 con grande costanza. In un amen l’olandese si trova 6-2 avanti, O’Shea paga la scarsa vena sul T20, quasi mai due tripli a visita, e sempre costretto a rincorrere nel leg, l’inglese spesso si è trovato a tirare una o massimo due freccette ai doppi sotto grande pressione, e in queste condizioni è facile commettere errori.

La partita sembra finita, O’Shea sembra demotivato e molto provato fisicamente, Kist però sente la pressione e inizia a perdere un po’ di costanza sui tripli e a commettere qualche errore di troppo in chiusura. O’Shea se ne accorge e prova la rimonta, vince tre set consecutivi e si porta sul 5-6.

Nel primo leg del dodicesimo set però O’Shea manca un cruciale D20 per fare il break ad inizio set e nel leg successivo è lui a subirlo con l’olandese che chiude il D12 dopo che l’inglese ha sbagliato a contare nel chiudere 112. Kist manca due freccette al D16 per il match, O’Shea però non trova il D14 per un 108 di checkout e Kist può così chiudere al quarto tentativo sul D16.

Una partita non di livello altissimo, ma molto tesa e avvincente, anche se come per il mondiale PDC, i giocatori avevano dato quasi tutto nelle due semifinali vinte per 6-5. Christian Kist ha vinto meritatamente il titolo mondiale, è stato il giocatore migliore del torneo, in tutti i turni ha ottenuto l’average più alto, tranne nei quarti quando ha chiuso con 93.66 e O’Shea 94.02 nel battere Adams.

Kist diventa così il terzo olandese della storia a vincere il Lakeside, il quarto vincitore più giovane di un titolo mondiale, e il settimo a riuscirci all’esordio. O’Shea perde la sua seconda finale in carriera al campionato del mondo dopo quella del 2009 persa da Hankey al tredicesimo set. Per l’inglese è stata probabilmente l’ultima occasione di vincere il Lakeside, ad ormai quasi 51 anni e come lui stesso ha ammesso decisamente sovrappeso, cambiare stile di vita non sarà facile.

Si chiude così un’edizione del Lakeside che ha visto nascere una nuova stella, e ha ridato linfa vitale anche con Harms e Van de Pas al movimento olandese, in crisi da un po’ di anni. Ritroveremo Kist a difendere il suo titolo mondiale, oppure seguirà le orme di Hankey, che ha ufficializzato il suo passaggio alla PDC?

Dai rumors che abbiamo raccolto sembra che Kist aspetterà almeno un anno prima di passare dall’altra parte, cosa che invece non sembra voler fare Dean Winstanley, dato ormai per certo come partecipante alla Q-school. Ci sono voci anche su Scott Waites, mentre è confermata la partecipazione dei fratelli West e di alcuni giovani olandesi del team Hemeco. Per la lista definitiva basterà aspettare Mercoledì pomeriggio quando chiuderanno le iscrizioni.

Si prospetta un altro anno difficile per la BDO con perdite pesanti, vedremo se il nuovo board capitanato da Martin Adams riuscirà a risollevare un’organizzazione per troppo tempo rimasta inerte ai cambiamenti del tempo.