Selection Sunday NCAA – 13 Marzo 2012

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Antepost NCAA 13 Marzo 2012

 

Oramai ci siamo: questa notte si apriranno ufficialmente le danze del Gran Ballo finale, meglio conosciuto come NCAA Tournament, o March Madness, che assegnerà il 2 Aprile a New Orleans la reginetta della stagione. Il tabellone ora è completo, dopo la magica notte della Selection Sunday, quest’anno particolarmente tesa e ricca di pathos. Andiamo quindi a fare un breve resoconto di quanto accaduto e di cosa ci dobbiamo aspettare nelle prossime tre, intensissime settimane.

Procediamo con ordine, ovvero dalle teste di serie dei quattro regionals, assegnazione che quest’anno ha rischiato di riservare grosse sorprese dato che le tre squadre migliori della regular season, Kentucky, Syracuse e North Carolina (rispettivamente contro Vanderbilt, Florida State e Cincinnati) hanno tutte perso la rispettiva finale di conference che avrebbe dato loro il diritto di qualificarsi direttamente. Fatto questo che è a dir poco pazzesco! I vecchi saggi che prendono le decisioni, comunque, hanno assegnato a loro il numero 1 del ranking nei rispettivi regionals di appartenenza, fatto questo abbastanza ovvio, sia per meriti sportivi che per questioni “politiche”. La quarta testa di serie, quella del regionals West, è andata a Michigan State, l’unica ad aver vinto la propria conference tra i college più in vista, e soprattutto, come evidenziato in tempi non sospetti proprio su questo spazio, la formazione sembrata più in forma in questo periodo della stagione. Occhio ai ragazzi di Tom Izzo dunque, passati abbastanza inosservati durante l’anno! Io una puntatina al momento la rischierei, dato che sono dati a 11 come vincenti (PaddyPower)…non male per niente!

Dopo le prime della classe si passa ovviamente alle formazioni numero 2 del seeding, tutte a recriminare un posto più in alto sul gradino, viste le sconfitte delle teste di serie. Sto parlando di Kansas, Duke, Missouri e Ohio State, ora se possibile, ancora più agguerrite. Tuttavia, le compagini che hanno più da recriminare dopo la Selection Sunday sono le cosiddette bubble teams, ovvero quelle formazioni che vuoi per meriti nella stagione in corso vuoi per blasone, erano in odore di chiamata al torneo, ma che sono rimaste a casa. I casi più clamorosi e che hanno fatto più rumore sono quelli di Drexel, Seton Hall, Mississipi State, ma soprattutto di Washington, vincente della Pac-12 rimasta fuori dalle 68. Prima volta per una vincente di conference (!). E ci si domanda come sia stato possibile allora che college minori come Iona, California e South Florida ce l’abbiano fatta. Misteri irrisolvibili, ma che negli Stati Uniti hanno il potere di svanire nel nulla senza troppe polemiche.

Mi piacerebbe anche fare un paio di nomi di squadre su cui, a mio avviso, vale la pena tenere un occhio di riguardo e magari provare a puntare. Inizio da Missouri ovviamente. Abbiamo parlato spessissimo dei Tigers durante tutto l’anno e del loro gioco spumeggiante. Ultimamente avevano rimediato un paio di sconfitte di troppo che li avevano fatti scendere un po’ nelle preferenze degli addetti ai lavori, ma, vincendo in modo molto più che convincente (90-75 in finale contro nientepopodimeno ché Baylor!) la loro conference di appartenenza, si sono rimessi prepotentemente in corsa, anche se il calendario che hanno di fronte è bello tosto (Missouri, 13, William Hill). Il secondo è quello dei Louisville Cardinals di Rick Pitino. Quest’anno non hanno di certo brillato, partendo bene, ma chiudendo veramente in maniera disastrosa la stagione regolare. C’è da dire però, che pian pianino hanno ritrovato quella fiducia di squadra che a questi livelli è il fattore numero 1, fiducia che li ha portati a vincere la propria conference battendo in finale i Cincinnati Bearcats, giustizieri due notti prima di Syracuse. Il loro modo di giocare, molto molto difensivo, si adatta perfettamente al Final Tournament, e la regia di un coach navigato come Pitino basta da sola come garanzia per poter dire che l’euro che si punta su di loro non è buttato al vento (Louisville, 51, Ladbrokes).

Riassumere ulteriormente l’intero bracket (tabellone) sarebbe impossibile, anche perché onestamente i pericoli per le grandi sono ad ogni angolo e le soprese sono all’ordine del giorno. Per i più curiosi lo riporto per intero in calce a questo pezzo. Servitevi pure!

Questo è il fascino del college basket, che purtroppo cozza un po’ con l’”arte del pronosticatore”, ma l’altra faccia della medaglia è che le quote sono ovviamente più invitanti e noi cercheremo di andare a scovare quelle giuste. Nelle prossime due nottate ci saranno le quattro partite che andranno a completare definitivamente il tabellone, su cui, onestamente, non mi sento di consigliare visto l’elemento di aleatorietà veramente troppo alto. CI rivediamo quindi per il secondo turno, tra qualche giorno. Stay tuned!