Olimpiadi Londra 2012 – La XX Olimpiade: Monaco di Baviera 1972

Olimpiadi Londra 2012 – La XX Olimpiade: Monaco di Baviera 1972

Olimpiadi Londra 2012   La XX Olimpiade: Monaco di Baviera 1972

La candidatura di Monaco di Baviera doveva avere, secondo le autorità tedesche, la chiara finalità di dare della Germania un’impressione nuova, che potesse definitivamente far dimenticare il tragico periodo hitleriano, ancora vivo nella memoria di tutto il mondo. Proprio questo spirito costruttivo ed innovatore convinse il CIO, riunitosi a Roma il 26 aprile 1966, a scegliere la capitale della Baviera come organizzatrice dei XX Giochi Olimpici Estivi, preferendola a Madrid, Montreal e Detroit.

Gli organizzatori fecero le cose in grande: furono chiamati a collaborare artisti del calibro di Otl Aicher, autore dei celeberrimi pittogrammi che portano il suo nome e che ancora oggi sono utilizzati nelle manifestazioni a cinque cerchi, e l’architetto Frei Otto, grandissimo esponente dello strutturalismo, che disegnò il Parco Olimpico, tutt’ora punto di riferimento della città, all’interno del quale furono costruiti l’Olympiahalle e l’Olympiastadion. Quest’ultimo in particolare aveva una struttura davvero avveniristica con un tetto composto da vetro acrilico fissato da tiranti d’acciaio, soluzione che mai nessuno aveva utilizzato per una costruzione così imponente. Anche dal punto di vista del merchandising fu introdotta una novità molto interessante: per la prima volta, infatti, fu creata una mascotte, il bassotto “Waldi”, che veniva venduta in tutti i negozi di Monaco e che andò esaurita nel giro di pochissimi giorni. Il fatto, poi, che si fosse raggiunto il record sia di atleti iscritti (7134) che di nazioni partecipanti (121), portò la stampa internazionale a definire questi come i migliori Giochi di sempre ancor prima dell’inizio delle gare. Il 26 agosto 1972, giorno della cerimonia di apertura, l’atmosfera era veramente magnifica, in completa sintonia con i propositi degli organizzatori, i quali avevano creato per questi Giochi un motto all’insegna del quale si sarebbe dovuto svolgere l’intero evento: “The Happy Games”.

Purtroppo questa atmosfera così rilassata fu totalmente spazzata via da uno degli eventi più tragici nella storia dello sport, quello che sarebbe passato alla storia come “il massacro di Monaco”. Al fine di staccarsi totalmente dai Giochi del ’36, caratterizzati da una massiccia presenza di forze militari, gli organizzatori misero in piedi un sistema di sicurezza estremamente blando secondo il quale, nella sorveglianza del villaggio olimpico, i poliziotti furono sostituiti da un gruppo di volontari soprannominati “Olys” dotati solo di una ricetrasmittente ed addestrati ad intervenire solo in caso di risse o episodi di ubriachezza molesta. Per di più a questi volontari fu dato il preciso ordine di ignorare gli atleti che, dopo aver fatto le ore piccole, scavalcavano il muro di cinta del villaggio per evitare di incorrere in controlli da parte delle loro federazioni. Sfruttando questi enormi buchi nel sistema di sicurezza, la notte del 5 settembre otto terroristi palestinesi appartenenti all’organizzazione “Settembre nero”, travestitisi da atleti, penetrarono all’interno della palazzina che ospitava la rappresentativa israeliana. Due atleti furono uccisi subito, 9 furono presi in ostaggio ed uno riuscì a fuggire e a dare l’allarme. La polizia ovviamente circondò immediatamente il luogo del delitto, tuttavia, non disponendo di forze speciali, non fu tentata nessuna irruzione e cominciò un’estenuante trattativa. I terroristi chiesero la liberazione di alcuni “compagni d’armi” detenuti nelle carceri israeliane come prezzo per la liberazione degli ostaggi, richiesta assolutamente irrealizzabile visto che il Governo israeliano non aveva mai trattato con i terroristi. Golda Meir, Primo Ministro israeliano, si offrì di inviare delle forze speciali del Mossad per tentare un blitz, ma la richiesta venne respinta al mittente dal Governo tedesco. Alle 21.00 si raggiunse un accordo: i terroristi e gli ostaggi sarebbero stati trasportati con due elicotteri fino ad un aeroporto dal quale avrebbero potuto prendere un aereo per il Cairo e continuare da lì le trattative. L’accordo, tuttavia, era un bluff visto che il Governo egiziano non aveva dato la sua disponibilità ad accogliere i terroristi ed aveva il solo fine di tentare un’azione di forza proprio all’interno dell’aeroporto. Quella che ne seguì fu una delle peggiori operazioni di polizia della storia: primo, sul campo non erano stati schierati tiratori scelti ma solo poliziotti armati di normali fucili; secondo, i rinforzi provenienti da Berlino furono scaricati dalla parte sbagliata dell’aeroporto, a più di un chilometro dalla pista di atterraggio degli elicotteri; terzo, nessuno comunicò ai poliziotti impegnati nell’azione il numero esatto dei terroristi; quarto, nessuno dei poliziotti era dotato di giubbotto antiproiettile. Ovviamente un tentativo così maldestro causò un massacro: finirono uccisi tutti gli atleti israeliani, 5 terroristi ed un poliziotto. Seguirono un mare di polemiche infuocate a causa dell’impreparazione della polizia tedesca ma anche per la decisione, assolutamente insensata, del presidente del CIO Avery Brundage di permettere il normale svolgimento delle gare dopo una tragedia simile. Il “massacro di Monaco” rimane ancora oggi pieno di punti oscuri e una macchia indelebile nella storia olimpica.

Le Imprese principali

Olimpiadi Londra 2012   La XX Olimpiade: Monaco di Baviera 1972Un evento così tragico macchiò un’Olimpiade che altrimenti sarebbe stata assolutamente perfetta sia per l’organizzazione che per i risultati sportivi. Protagonista assoluto di questi Giochi fu senza dubbio Mark Spitz, uno dei più forti nuotatori della storia. Proprio come a Città del Messico, Spitz arrivò a Monaco facendo grandi proclami che da tutti gli osservatori vennero etichettati come spacconate. Il californiano, tuttavia, sorprese il mondo scendendo in acqua in ben 7 diverse discipline e vincendole tutte facendo registrare anche altrettanti record del mondo. Per 36 anni il californiano è stato l’unico atleta in grado di vincere 7 medaglie d’oro nella stessa Olimpiade, record battuto a Pechino nel 2008 da un altro nuotatore americano, Michael Phelps, che salì per ben 8 volte sul gradino più alto del podio. Un altro grandissimo nome che uscì dalla piscina di Monaco fu quello di Shane Gould, nuotatrice australiana appena sedicenne che conquistò 3 ori e 2 argenti. Probabilmente se la Gould avesse avuto delle compagne di nazionale più forti avrebbe potuto tranquillamente avvicinare Spitz nel numero di medaglie, tuttavia questo non lo sapremo mai visto che si ritirò dalle gare a soli 17 anni. 

Anche dallo stadio dell’atletica uscirono dei nomi nuovi: è il caso della saltatrice in alto Ulricke Meyfarth, ragazzina tedesca che vinse l’oro ed eguagliò il record del mondo a soli 16 anni, diventando la più giovane medaglia d’oro nella storia dell’atletica. La curiosità è che la Meyfarth avrebbe rivinto la stessa gara a Los Angeles nell’86, diventando anche la più vecchia a vincere nel salto in alto nella storia delle Olimpiadi. Il re della velocità fu sicuramente il sovietico Valery Borzov, vincitore sia nei 100 che nei 200 metri piani. La sua vittoria nei 100, tuttavia, fu notevolmente facilitata dalla squalifica di due atleti americani, Hart e Robinson, i quali arrivarono in ritardo alla partenza delle eliminatorie e videro così sfumare il sogno di doppietta. Nel mezzofondo fu il finlandese Lasse Viren ad imporsi all’attenzione internazionale vincendo 5000 e 10000. Sull’atleta finlandese ci furono fortissimi sospetti riguardo all’uso di sostanze dopanti, tuttavia niente fu dimostrato e le sue vittorie rimangono totalmente valide.

Re e regina della ginnastica furono il giapponese Sawao Kato e la sovietica Olga Korbut, vincitori di 3 medaglie d’oro a testa. Soprattutto quest’ultima colpì il pubblico con un pianto a dirotto causato da una caduta alle parallele asimmetriche. La giuria, invece, fu più interessata alle molte novità tecniche che la Korbut portava nel suo programma e la premiò con punteggi altissimi.

Una grandissima sorpresa arrivò dalla pallacanestro: gli americani, imbattuti alle Olimpiadi dal 1932, persero in finale contro l’Unione Sovietica per 51-50. Il canestro di Belov all’ultimo secondo consegnò l’oro alla rappresentativa sovietica ma scatenò anche un mare di polemiche: gli americani, infatti, sostenevano che l’arbitro avesse sbagliato a riposizionare il cronometro prima dell’ultimo possesso offensivo, regalando 2 preziosissimi secondi ai sovietici. Oggi forse si sarebbe utilizzato l’instant replay, in quell’occasione le proteste furono messe a tacere e l’oro consegnato ai russi.

Gli Italiani

A Monaco il risultato dei nostri portacolori fu migliore se paragonato a quello di 4 anni prima ma ancora lontano dai fastiOlimpiadi Londra 2012   La XX Olimpiade: Monaco di Baviera 1972 di un tempo. Con 5 ori, 3 argenti e 10 bronzi l’Italia chiuse al decimo posto del medagliere, un po’ troppo poco per una Nazione abituata a stare stabilmente nei primi 5 posti. La scherma tornò a darci qualche soddisfazione grazie ad Antonella Ragno, oro nel fioretto, e alla squadra maschile di sciabola. Angelo Scalzone conquistò l’alloro nel tiro a volo, mentre Graziano Mancinelli si impose nel concorso ostacoli individuale di equitazione. Klaus Dibiasi doppiò il trionfo di Città del Messico dalla piattaforma, gara che regalò anche il bronzo ad un giovanissimo Giorgio Cagnotto, il quale conquistò anche un argento dal trampolino.

Probabilmente le più grosse soddisfazioni arrivarono dal nuoto: anche se non ci portò nessun oro, la veneta Novella Calligaris si aggiudicò l’argento nei 400 stile libero e il bronzo nei 400 e negli 800 misti. Le medaglie della Calligaris, futura campionessa del mondo e detentrice del record mondiale negli 800 stile libero, furono le prime conquistate dall’Italia nel nuoto alle Olimpiadi.