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23 aprile 2012

Olimpiadi Londra 2012 – La XXI Olimpiade: Montreal 1976

Olimpiadi Londra 2012 – La XXI Olimpiade: Montreal 1976

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Il 12 maggio 1970, il CIO selezionò Montreal per organizzare la XXI edizione dei Giochi Olimpici Estivi. La città canadese fu preferita a Mosca e Los Angeles, curiosamente le città che avrebbero ospitato le successive due edizioni. La decisione apparve piuttosto “pilatesca”: il CIO, infatti, preferì non trasformare la votazione in uno scontro tra le due superpotenze, dando l’onore di organizzare l’evento a cinque cerchi ad un Paese che poco aveva a che fare con gli equilibri geopolitici dell’epoca.

Quelli di Montreal sono ricordati ancora oggi come dei Giochi dalla doppia faccia: eccellenti dal punto di vista sportivo, pessimi da quello organizzativo. Il problema più evidente fu la difficoltà di terminare in tempo i nuovi impianti, molti dei quali furono inaugurati mentre gli operai erano ancora al lavoro per completarli. Un tale ritardo fece lievitare esponenzialmente i costi e, per far quadrare i conti, gli abitanti del Quebec si ritrovarono a dover pagare una tassa di scopo per i successivi trent’anni. A rovinare ulteriormente l’atmosfera subentrarono anche una serie di boicottaggi che, rispetto ai Giochi precedenti, causarono una grandissima diminuzione nel numero degli atleti (da 7134 ai 6084) e delle Nazioni partecipanti (da 121 a 92). La prima grana politica la sollevò Taiwan, che pretendeva di iscriversi con il nome di Republic of China, richiesta che fece imbestialire sia il Governo della Repubblica Popolare Cinese, sia quello canadese, che proprio nella Cina aveva il suo maggior partner commerciale.  Ovviamente Taiwan non fu accontentata e così il piccolo Stato asiatico rinunciò a partecipare ai Giochi in segno di protesta. Molto più imponente il boicottaggio causato da un esposto presentato al CIO dalla Tanzania contro l’ammissione della Nuova Zelanda, rea di aver disputato con la sua squadra di rugby, i leggendari “All Blacks”, un tour in Sud Africa, Paese escluso dai Giochi per l’attuazione dell’apartheid. Il CIO non accolse la richiesta della Tanzania e tutte le Nazioni africane, ad eccezione di Senegal e Costa d’Avorio, decisero, durante la notte prima della cerimonia di apertura, di non presentarsi alla consueta sfilata di inaugurazione e di tornare immediatamente a casa. Proprio per questo motivo, le Olimpiadi del ‘76 furono ribattezzate “i Giochi senza un cerchio”, espressione che indicava la quasi totale assenza del continente nero.

Il 17 luglio 1976, all’interno dello Stadio Olimpico di Montreal, la regina Elisabetta II, in qualità di Capo di Stato del Canada, aprì ufficialmente i XXI Giochi Olimpici Estivi. La cerimonia offrì un momento di grandissima emozione al momento dell’ingresso nello stadio della rappresentativa israeliana che aveva adornato la propria bandiera con un drappo nero in ricordo delle vittime di Monaco di Baviera. Il medagliere fu dominato dall’Unione Sovietica (49 ori, 41 argenti e 35 bronzi), seguita dalla sorprendente Repubblica Democratica Tedesca (50 ori, 25 argenti e 25 bronzi) e dagli Stati Uniti d’America (34 ori, 35 argenti e 25 bronzi). Per la prima volta nella storia, nessun atleta di casa riuscì a vincere un oro: il Canada infatti terminò solo al ventisettesimo posto del medagliere con 5 argenti e 6 bronzi. Tuttavia, il numero che viene ricordato maggiormente di questa Olimpiade è il 10, come il voto preso, per ben 6 volte, da una fenomenale ragazzina di appena 14 anni.

Le Imprese principali

Comaneci 227x300 Olimpiadi Londra 2012   La XXI Olimpiade: Montreal 1976La ragazzina veniva dalla Romania e portava il nome di Nadia Comaneci, una delle più grandi atlete di sempre. La Comaneci scese in pedana per la prima volta nelle parallele asimmetriche, suo grandissimo punto di forza, e stupì tutti per la pulizia del suo esercizio. La votazione lasciò il pubblico interdetto: sul tabellone luminoso, infatti, apparve un 1.00 che non poteva corrispondere alla valutazione del suo esercizio. Ben poco ci volle per capire che quello non era un 1.00 ma un 10.00, voto mai visto prima nella storia e che i tabelloni dell’epoca non riuscirono neanche ad esprimere in quanto dotati di sole 3 cifre. La Comaneci, oltre alle parallele asimmetriche, conquistò anche la trave ed il concorso completo mettendo a segno per altre 5 volte l’esercizio perfetto. Ogni volta che scendeva in pedana, il pubblico andava in visibilio e le tribune del Forum della ginnastica cominciarono a riempirsi all’inverosimile ad ogni sua esibizione. La Comaneci divenne ben presto il vero personaggio di questa Olimpiade oscurando le prestazioni di altri suoi colleghi come Nikolay Adrianov, vincitore di 7 medaglie di cui 4 d’oro, e del giapponese Sawao Kato, che a Montreal riuscì a conquistare la sua terza medaglia d’oro consecutiva nel concorso a squadre.

Pur orfana degli atleti africani, l’atletica regalò dei veri e propri fenomeni assoluti. E’ il caso del cubano Alberto Juantorena, soprannominato “El caballo”, che si aggiudicò 400 e 800 pur avendo corso pochissime volte la distanza più lunga, oppure del finlandese Lasse Viren, per la seconda volta consecutiva re del 5000 e dei 10000, il quale collezionò anche un ottimo quinto posto nella maratona, gara che non aveva mai corso prima. Dal salto triplo arrivò il terzo oro consecutivo per il sovietico Viktor Sanayev, l’ultimo di una sfolgorante carriera, mentre nei 400 ostacoli si affermò un ragazzo che avrebbe fatto la storia di questa disciplina, Edwin Moses, il quale proprio a Montreal fece registrare il suo primo record del mondo ed aprì una striscia di imbattibilità che sarebbe durata fino al 1987 con ben 122 gare vinte consecutivamente.

Mentre le discipline natatorie furono dominate dalla Germania est grazie soprattutto a Kornelia Ender, la quale fu capace di vincere 4 medaglie d’oro con altrettanti record del mondo, sul ring si impose il fortissimo squadrone americano. Gli atleti a stelle e strisce vinsero cinque medaglie d’oro su sei dando vita a quella che venne definita la più forte squadra di boxe di tutti i tempi, composta da fenomeni assoluti come “Sugar” Ray Leonard, i fratelli Michael e Leon Spinks, il quale due anni più tardi avrebbe tolto la cintura dei massimi a Cassius Clay. L’unico in grado di rompere il dominio degli americani fu il grandissimo pugile cubano Teofilo Stevenson, vincitore del secondo oro consecutivo nei massimi, che ancora oggi è considerato uno dei più forti pugili dilettanti di tutti i tempi. Purtroppo Stevenson non ebbe la possibilità di passare al professionismo a causa del divieto impostogli dalla federazione cubana.

Gli ItalianiDibiasi4 127x300 Olimpiadi Londra 2012   La XXI Olimpiade: Montreal 1976

Per l’Italia questa fu un’ Olimpiade estremamente deludente: gli azzurri fecero registrare il peggior risultato di sempre con sole 13 medaglie vinte (2 ori, 7 argenti e 4 bronzi). Il primo alloro arrivò dallo schermidore veneziano Fabio Dal Zotto, che nella finale di fioretto sconfisse per 5-1 il favoritissimo sovietico Romankov. Purtroppo Dal Zotto, dotato di un carattere estremamente esuberante e svogliato, non avrebbe vinto più niente in carriera. L’altro oro, molto meno sorprendente, arrivò dall’infinito Klaus Dibiasi, il quale a Montreal salì per la terza volta consecutiva sul gradino più alto del podio nella piattaforma 10 metri. Dibiasi è ancora oggi l’unico tuffatore al mondo ad aver vinto 3 ori consecutivi e, insieme a Valentina Vezzali, l’unico italiano ad esserci riuscito nella stessa specialità in uno sport individuale.  


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A cura di

Il Libero





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