Il punto sui playoff NBA 2012 – L’analisi di BettingIsland.it

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Il punto sui playoff NBA 2012 – L’analisi di BettingIsland.it

 

Finalmente ci siamo. Perché diciamolo pure chiaramente, la regular season è solo il modo più furbo che la Lega con sede sulla Fifth Avenue (New York City) ha pensato per intrattenere il pubblico e far crescere la suspense in vista del gran finale: i playoff NBA!

Ovviamente noi della redazione basket di BI seguiremo l’evento in maniera capillare, in modo da non farvi mai mancare il nostro supporto bettistico e non. Oggi vi proponiamo una sorta di guida ai playoff imminenti per stimolare un po’ la discussione e capire come potranno svilupparsi le varie serie e, con loro, i tabelloni delle due conference.

I punti che cercheremo di sottolineare in ogni match analizzato saranno molteplici, su tutti: bilancio tra le due formazioni durante la regular season, eventuali infortunati, mis-match in giro per il campo, possibili chiavi di volta da un lato e dall’altro e possibile impatto della panchina. Ovviamente il tutto finalizzato a capire chi possa passare il turno e, possibilmente, in che modo. Come ulteriori dati a latere inseriremo per ogni sfida:

1) un numerino accanto ad ogni squadra che indica il rispettivo spot nella conference;

2) tra parentesi record vittorie-sconfitte in regular season;

3) sulla sinistra la squadra col fattore campo a favore.

Dopo questa premessa direi che è tempo di tuffarci nelle varie analisi, e usando le stesse parole del grande Federico Buffa vi saluto dicendo “Se non ti piacciono i playoff NBA non ti voglio nemmeno conoscere!

Eastern Conference

 

Chicago Bulls 1 (50-16) – Philadelphia 76ers 8 (35-31)


La miglior squadra dell’NBA record alla mano contro quella sulla carta più debole. Basterebbe questa frase per sintetizzare tutta la serie che tra Chicago e Philadelphia? Beh, forse sì.

I Bulls, infatti, arrivano a questa sfida col vento in poppa, ma anche con un grosso punto di domanda. Prima le buone notizie per coach Thibodeau. Grazie alla vittoria ottenuta il 29 febbraio sul campo degli Spurs, Chicago ha guadagnato il diritto di giocare l’eventuale “bella” in casa da qui fino alla fine dell’anno, il che non è un fattore secondario quando il tuo palazzetto risponde al nome di United Center. Tuttavia, la domanda che si fanno tutti, ma proprio tutti, gli addetti ai lavori è “Come sta Derrick Rose?”. Da quanto è tornato in campo l’MVP uscente è risultato sì fondamentale come spinta psicologica per i compagni, ma è apparso contratto, impreciso, a tratti quasi insicuro e spaventato…solo prudenza? Vedremo, fatto sta che il destino di questi Bulls dipende strettamente dal loro numero 1, di maglia e di fatto.

I 76ers dal canto loro hanno chiuso la stagione regolare in forte calo, scendendo dal quarto all’ottavo posto sofferto nell’ultimo mese e mezzo. La formazione è al completo, ma sta pagando una partenza sprint e forse una preparazione inadeguata.

A questo quadro si aggiunge anche il bilancio positivo nelle sfide dirette, a favore di Carlos Boozer e compagni. Dopo aver perso nella Città dell’Amore Fraterno agli inizi di febbraio i Bulls hanno prima espugnato Philly un mese più tardi per poi bissare tra le mura amiche trascinati come sempre da un Rose sugli scudi. Scrisse 35 sugli 89 complessivi della squadra e W in cascina. Il fattore chiave della serie sta anche nella differenza di qualità e lunghezza delle panchine, quando i primi 5 di Phila andranno in panca sarà dura per Iguodala & co. tenere botta.

Il quadro delineato mi sembra abbastanza chiaro per concludere che Chicago può tranquillamente chiudere in quattro….a meno che D-Rose non nascondesse delle brutte sorprese per tutti noi tifosi…

(Inizio serie nella notte tra sabato e domenica)

Buffillo: Chicago 4-1

Green Brothers: Chicago 4-1

MCD: Chicago 4-0

 

Atlanta Hawks 5 (40-26) – Boston Celtics 4 (39-27)

Atlanta Hawks – Boston Celtics è una sfida che si ripete abbastanza di frequente nella seconda parte del campionato da qualche anno a questa parte, e non ha mai tradito le attese. Anche quest’anno la sfida tra queste due formazioni rappresenta, almeno sulla carta, il primo turno più equilibrato della Eastern Conference e promette di regalare emozioni. La rivalità, accesasi negli anni, ci ha regalato sempre partite storiche, con plurimi overtime e adrenalina a go go, a volte sconfinata nella rissa (vi dice qualcosa l’antagonismo tra Kevin Garnett e Zaza Pachulia?), cocktail che spesso ha portato alla decisiva gara 7.

Qui vorrei andare controcorrente, probabilmente, e provare l’azzardo: 4-2 Celtics alla fine. E vi spiego perché. Boston ha chiuso in crescendo la seconda parte di stagione vincendo e convincendo anche i più scettici, dimostrando di essere ancora al top; ha potuto far riposare le sue stelle preservandole in maniera preventiva da piccoli acciacchi e questo ha anche dato maggiore fiducia ai rincalzi ormai perfettamente all’interno del meccanismo (Brandon Bass, Avery Bradley e Marquis Daniels su tutti); il bilancio stagionale dà ragione ai biancoverdi con due vittorie al fronte di zero sconfitte, ottenute sempre in partite tiratissime con clima molto più da playoff che da regular season; e, infine, Paul Pierce, Ray Allen e Kevin Garnett sanno che è la loro ultima chance di bissare il titolo NBA ottenuto qualche anno fa e daranno il massimo. E come diceva il mitico coach Rudy Tomjanovich “Mai sottovalutare il cuore di un campione!”

Atlanta è indubbiamente una buona squadra con delle ottime individualità come nel caso di Joe Jhonson e Josh Smith, ma tendono a lasciare dei forti dubbi in un ottica playoff dove è fondamentale avere il supporto di tutta la squadra, panchina compresa.

Prima di passare altrove ci sono da dire alcune cose per completare il quadro generale della serie:

1) Atlanta ha il fattore campo nonostante il piazzamento peggiore in classifica dato il miglior record ottenuto;

2) Al Horford ci sarà anche se la sua forma fisica non è certo al top;

3) ovviamente ancora fuori per Boston Jeff Green e Jermaine O’Neal.

(Inizio serie nella notte tra domenica e lunedì)

Buffillo: Boston Celtics 4-2

Green Brothers: Boston Celtics 4-3

MCD: Boston Celtics 4-2

 

Miami Heat 2 (46-20) – New York Knicks 7 (36-30)

Miami Heat – New York Knicks è la sfida tra le due formazioni più attese dell’NBA. La prima era, è e deve restare la favorita per la vittoria dell’anello, per mille motivi che tutti noi sappiamo bene. Anche in questa regular season non ha brillato in continuità e fluidità di gioco, evidenziando ancora di più i difetti messi in mostra lo scorso anno. Gli Heat di coach Spoelstra non hanno ancora (oserei dire mai…) trovato la giusta alchimia nella fase offensiva, dando sempre l’impressione di girare con le marce basse lasciando tutti i tifosi con l’amaro in bocca e con tanti se. Capiamoci, quando hai quei due insieme è normale avere delle tendenze “isolazioniste”, e forse LeBron James andrà a conquistare il titolo di MVP tra un mesetto, ma questo basta per arrivare in fondo? Questa è ancora la domanda chiave.

Anche New York ha attirato molto le luci dei riflettori quest’anno. Gli andamenti della squadra, così come gli umori del sistema Knicks che gli gira intorno, hanno oscillato vertiginosamente come nemmeno sulle montagne russe. Un mercato volto ad arricchire il roster di tanti nomi altisonanti, una partenza sprint molto entusiasmante che lasciava sognare tutti i tifosi della squadra della Grande Mela, un periodo buio con tante

(troppe!) sconfitte accoppiate ad un’incredibile serie di infortuni che l’hanno vista scivolar fuori dai playoff, l’esplosione dell’uomo che non ti aspetti e della Linsanity seguente, di nuovo la discesa conclusa con l’esonero di Mike D’Antoni, l’inaspettata ripresa concomitante all’assenza di Stoudemire e Lin (quest’ultimo out per tutta la stagione), ed infine l’approdo ai playoff. Sembrano passati anni, ma New York è riuscita a combinare tutto questo in meno di quattro mesi…non male eh?!

La sfida diretta tra gli amici/nemici Carmelo e LeBron sarà lo spettacolo nello spettacolo, New York ha tutte le carte in regola per giocare il ruolo dell’outsider perfetto, ma in generale vedo pochi ostacoli sulla marcia di Miami. Superiorità evidente testimoniata dal doppio successo di Wade e compagni, il 23 febbraio in casa e il 15 aprile a campi invertiti. New York potrà strappare una vittoria in casa grazie alla spinta del pubblico e all’orgoglio dei suoi fuoriclasse…ma non di più.

(Inizio serie nella notte tra sabato e domenica)

Buffillo: Miami Heat 4-1

Green Brothers: Miami Heat 4-2

MCD: Miami Heat 4-2

 

Indiana Pacers 3 (42-24) – Orlando Magic 6 (37-29)

La sparo? Indiana in cinque!

E forse è la serie su cui metterei lo stake più alto, vista anche la profezia del Federico nazionale che la vede come outsider più accreditata.

Eppure qualcuno potrebbe dirmi: ma il bilancio stagionale negli scontri diretti è 3-1 Orlando, che ha sbancato tra l’altro due volte su due la Bankers Life Fieldhouse…però qualcosa è cambiato da un mesetto a questa parte….un piccolo particolare di 211 cm e 120 kg che risponde al nome di Dwight Howard. I Magic non solo dovranno fare a meno della loro stella, giocatore a dir poco insostituibile, ma continueranno ad essere costantemente bombardati dalle voci sul futuro di Superman e sul loro coach Stan Van Gundy.

Un antipasto l’abbiamo già avuto nelle ultime quindici partite di Orlando dopo le sconfitte sono state superiori alle vittorie, e sul fronte idee offensive si è andati ancora peggio. Ai playoff non vedo sinceramente spiragli per una possibile inversione di questo trend, soprattutto contro la squadra più quadrata e continua di tutta la Western Conference. I Pacers sono compatti, con pochi punti deboli e molte certezze, e con una coppia di lunghi tra le migliori dell’intera Lega: Hibbert-West.

Senza Howard a fare la guardia là sotto il predominio della fase aerea potrebbe rivelarsi il fattore chiave della serie. E chi l’avrebbe mai detto che questo sarebbe stato un male per i Magic…

(Inizio serie nella notte tra sabato e domenica)

Buffillo: Indiana 4-1

Green Brothers: Indiana 4-1

MCD: Indiana 4-3

 

Western Conference

 

San Antonio Spurs 1 (50-16) – Utah Jazz 8 (36-30)

L’anno scorso San Antonio si trovava nella stessa situazione: primo posto ad Ovest e strada spianata verso la finale di conference…poi le cose sono andate in maniera un pochettino diversa. Gli Utah Jazz sono squadra giovane, piena di entusiasmo e di energia sicuramente, la coppia di lunghi Al Jefferson-Paul Millsap è di tutto rispetto e può ricordare il duo che prese a schiaffi San Antonio lo scorso anno, ma restano comunque lontani anni luce da quei Grizzlies che buttarono fuori gli Spurs versione 2011.

I ragazzi di Gregg Popovich sembrano  una nave inaffondabile arrivata dove nessuno, e sottolineo nessuno pensava ad inizio anno, soprattutto dopo la partenza a rallentatore, e ora sono la squadra da battere, senza ombra di dubbio, e coach Popovich è il candidato più accreditato per il titolo di Coach of the Year.

Parker ha mantenuto il solito standard elevatissimo in attacco aggiungendo finalmente una maturità da regista che non gli competeva fino a qualche tempo fa, Manu Ginobili è il solito fuoriclasse anche se con un fisico non sempre all’altezza, Tim Duncan sembra essere ringiovanito e sta regalando degli highlights ad ogni partita, il resto della ciurma fa paura: con Gary Neal, Step Jackson e Daquan Blair spesso sugli scudi.

La panchina lunga degli Spurs potrebbe rappresentare il fattore aggiuntivo nelle dinamiche della serie dato che ai Jazz mancheranno almeno nelle prime due-tre partite tre uomini chiavi quali Earl Watson, Raja Bell e CJ Miles. Il bilancio stagionale dice Spurs: 3-0 e tanti saluti. Io dico che la serie la portano a casa in cinque, con Utah che ne strappa una in casa dove il fattore campo con ventimila mormoni urlanti si fa sentire parecchio…in tutti i sensi!

(Inizio serie nella notte tra domenica e lunedì)

Buffillo: San Antonio 4-1

Green Brothers: San Antonio 4-1

MCD: San Antonio 4-1

 

Memphis Grizzlies 4 (41-25) – Los Angeles Clippers 5 (40-26)

Quella tra i Grizzlies e i Clippers è la serie che mi stimola di più, e forse anche la più incerta. Due squadre “nuove”, due outsider che giocano bene e puntano a farne uno in più degli avversari piuttosto che a segnarne uno in meno, politica che ai playoff non paga mai (chiedere a quei fantastici Suns di coach D’Antoni o ai Kings di Chris Webber e Vlade Divac), ma che in questa serie sarà bello poter apprezzare. Memphis ha più esperienza vista la splendida cavalcata dei playoff dello scorso anno, a cui aggiunge all’equazione anche Rudy Gay, ma Los Angeles ha più voglia di stupire e più talento.

A “Lob City” mancherà come il pane un uomo come Chauncey Billups, che a questo punto della stagione avrebbe fatto tutta la differenza del mondo e dovrà affidarsi completamente a quel fenomeno che risponde al nome di Chris Paul e a Blake Griffin che in tutta onestà, deve ancora dimostrare di cosa è capace nelle sfide che contano. Il suo rendimento nella post-season inciderà tantissimo sulla sua valutazione complessiva come giocatore, e potrebbe affibbiargli un marchio difficile da staccare. Personalmente sono scettico che possa essere un giocatore in grado di caricarsi la squadra sulle spalle quando la 

palla scotta…ma spero di sbagliarmi.

La storia di questa stagione ci ha dimostrato come siano due squadre che soffrano parecchio, forse più del dovuto, il mal di trasferta. Anche le sfide dirette, che dicono 2-1 Los Angeles, hanno sempre visto uscire vincitrice la formazioni di casa, e questo potrebbe pesare tantissimo per i Clips che hanno letteralmente buttato alle ortiche il quarto posto dopo aver lottato per mesi con i cugini per il terzo.

Vedo e spero in una gara 7 che sarebbe davvero spettacolare, con Memphis favorita obbligatoria viste le premesse, ma molto dipenderà dalle prime due partite dove mi aspetto che si creeranno degli equilibri inattesi che potrebbero sconvolgere tutti i pronostici fatti a tavolino.

(Inizio serie nella notte tra domenica e lunedì)

Buffillo: Memphis 4-3

Green Brothers: Memphis 4-3

MCD: Memphis 4-2

 

Oklahoma City Thunder 2 (47-19) – Dallas Mavericks 7 (36-30)


Oklahoma City – Dallas
è la riedizione della finale della Western Conference dello scorso anno, e questo basta per esaltare il peso specifico complessivo della serie. Molto è cambiato in 11 mesi e i favori del pronostico sono ribaltati a favore dei giovani Thunders, per molti ancora i favoriti numeri 1 alla vittoria finale…prima fatemi vedere come gioca il “playmaker” Westbrook e poi ne riparliamo…

Il divario tecnico e tattico tra le due compagini è indubbio, ma sicuramente i Mavs non sono da sottovalutare e mi stupirei se venissero spazzati via in quattro partite. La squadra è infarcita di campioni, e si sa, a questo livello l’orgoglio è un fattore pesante, anzi pensatissimo, e sicuramente Dirk Nowitzki, Jason Terry, Jason Kidd e tutti gli altri non si faranno buttare fuori senza lottare. Serie da non sottovalutare insomma, ma che comunque vede i Thunder giustamente favoriti…anche dal sottoscritto che li vede uscire vincenti in sei.

Quest’anno le due compagini si sono affrontate parecchie volte: subito il 29 dicembre con vittoria per 106 a 102 dei Thunders, che fa seguito alle due ottenute in pre-season. Il 2 Gennaio, grazie alla spinta del pubblico amico, finalmente i Mavs riescono ad avere la meglio, 100-87 il finale. La magia dell’AA Center finisce presto però, dato che OKC sfata il tabù un mese più tardi andando a vincere in maniera molto più che convincente a Dallas. Ultima sfida tra le due formazioni il 5 Marzo ad Oklahoma City, con Durant & co. ancora vincenti per 95 a 91. Bilancio stagionale insomma: 5-1 Thunders. Il che conferma i sospetti.

Oklahoma dovrà fare a meno di Eric Maynor, ma può avvalersi di una netta superiorità sotto i tabelloni ora che Serge Ibaka e Kendrick Perkins non avranno più di fronte Tyson Chandler, e questo è il vero punto di svolta della serie 2012 rispetto a quella analoga vista nella passata stagione.

(Inizio serie nella notte tra sabato e domenica)

Buffillo: Oklahoma City 4-2

Green Brothers: Oklahoma City 4-3

MCD: Oklahoma City 4-1

 

Los Angeles Lakers 3 (41-25) – Denver Nuggets 6 (38-28)

Forse sarò influenzato dalla presenza di Danilo Gallinari, o forse perché il gioco spumeggiante di quei Nuggets di un paio di mesi fa mi è entrato nel cuore, o probabilmente a causa della mia appartenenza a quel gruppo di persone che si sono trovate più volte ad urlare “Beat LA, Beat LA!” (si sa, il più forte è sempre quello più temuto…), ma io dico che questa è l’unica serie dove  può esserci l’upset.

Denver, almeno sulla carta, ha tutti i mezzi per buttare fuori questi Lakers per il primo anno senza coach Zen in panchina…il che fa tutta la differenza del mondo. Voi mi direte, ma c’è Kobe in campo e questo basta ed è bastato…certo, è verissimo! Infatti, la mia vuole essere una provocazione, ma voglio sperare che ci sia un altro “sogno Memphis” come lo scorso anno, che ha contribuito tantissimo ad incrementare il fascino dei playoff. Purtroppo le assenze importanti di Wilson Chandler e Rudy Fernandez, e i tanti infortuni che hanno colto a ripetizione questi Nuggets durante tutto il corso della stagione, ne hanno minato l’essenza di inizio anno, rendendo impossibile un amalgama di squadra solida, che contro l’esperienza dei Lakers è cosa fondamentale.

Una cosa è certa, l’equilibrio regnerà sovrano, anche se ci potranno essere partite all’interno della serie da “tanto a poco” per una delle due formazioni. Equilibrio testimoniato anche dal recente passato. Questa sfida è stata vista a cavallo di Capodanno, dove entrambe le volte hanno avuto la meglio le squadre di casa: 92-89 Lakers la notte di San Silvestro, 99-90 Denver il giorno dopo, con un Gallinari sugli scudi su entrambi i fronti del campo. Man of the match.

In questo caso mi astengo da un prono secco e rimando la mia decisione almeno alla fine di gara 1…concedetemelo…

(Inizio serie nella notte tra domenica e lunedì)

Buffillo: ……

Green Brothers: Los Angelel Lakers 4-2

MCD: Los Angeles Lakers 4-3