Furie Rosse: Sarà bis?

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E’ sempre stata la nazionale vorrei ma non posso, quella che si avvicinava agli appuntamenti continentali e mondiali sempre con grande attesa, per poi bucarli clamorosamente. Bhe, mettiamoci una pietra sopra, perchè da qualche anno a questa parte il calcio iberico in generale, e le furie rosse in particolare, dominano la scena europea, e dopo la vittoria della Coppa del Mondo 2010 anche quella mondiale.
Non è un caso che la nazionale spagnola sia anche oggi la favorita per la vittoria finale dell’Europeo. Le 8 vittorie su altrettanti incontri nel girone, gli 11 punti di distacco dalla Croazia seconda classificata le 26 reti realizzate e le sole 6 subite, accreditano gli iberici del ruolo di favoriti d’obbligo.

Ma chi sono questi terribili spagnoli?
Intanto il loro allenatore: Vicente del Bosque, dopo una carriera non tra le più fertili da giocatore nel Real Madrid, assurge agli onori della cronaca per essere il mister dei blancos forse più forti di sempre. Era l’era dei Galacticos e dei 5 palloni d’oro in squadra: 2 campionati spagnoli, 2 Champions ed una intercontinentale, lanciano il mito Del Bosque, troppo spesso messo in ombra, però dai suoi troppi campioni. Arriva così la chiamata in nazionale, dove diventa il CT di tutti conquistando prima un europeo e poi un mondiale.

Subito dopo Del Bosque, per carisma viene il capitano delle furie rosse, il portiere del Real Iker Casillas. Considerato da molti uno dei migliori portieri al mondo, le sue doti reattive lo rendono estremamente agile tra i pali e nell’uno contro uno, ma più di una volta ha dimostrato di non essere immune da colpe su piazzamenti un pò ardimentosi. Ciò nonostante, la sua esperienza a livello internazionale e i successi che ha ottenuto in carriera, lo rendono a ragion veduta, uno dei più grandi portieri contemporanei, seppur un gradino sotto (forse anche qualcosa in più) a portieri come Buffon e Cech.

Il pezzo forte della squadra spagnola è decisamente il centrocampo, in cui gli iberici annoverano una serie di giocatori che spazia da Xavi a Fabregas, passando dal canario Silva, che troppo spesso è costretto a sedersi in panchina.
L’incredibile combinazione di capacità tattiche e di tecnica dei centrocampisti spagnoli, ha di fatto sovvertito e rivoluzzionato il concetto di possesso palla in ambito europeo, il tichitaca tipico della cantera e del modo di intendere il calcio catalano, è stato portato fin in nazionale maggiore, che ne ha fatto il suo marchio di fabbrica grazie appunto a giocatori come Xavi e Fabregas, che possono contare sull’altro loro compagno di squadra Iniesta (altro fenomeno vero)  per completare il reparto centrale, il quale, appunto, dicevamo che può fare a meno di un giocatore come David Silva, proprio in virtù delle immense qualità di tutti gli altri centrocampisti in rosa.

L’unico punto interrogativo risiede nel reparto offensivo, in cui l’assenza forzata del Guaje Villa potrebbe influire sulle capacità realizzative di Soldado e company, ma sono sicuro che i gol verranno comunque garantiti dal sostegno di quel centrocampo di cui ho  ampiamente tessuto le lodi in precedenza.

Il girone in cui è stata sorteggiata la Spagna è quello C, lo stesso degli azzurri che se la vedranno con gli spagnoli alla prima partita. Il gruppo, è poi completato da Irlanda e Croazia.

Il girone non è facilissimo, ma neanche impossibile. La prima partita contro gli azzurri rappresenterà per entrambe le nazionali un match di fondamentale importanza, anche in chiave successo finale: sono infatti sicuro, che un successo di una delle due squadre, garantirebbe un sereno passaggio del turno ed una dose di fiducia extra. Per ora le quote vedono in vantaggio la Spagna nello scontro diretto, ma c’è da dire che nella partita secca gli iberici non vincono contro gli azzurri da anni, e anche nell’occasione dell’europeo 2008 ci vollero i rigori e di conseguenza… ”mai dire gatto se non ce l’hai nel sacco“… Trap docet!